
La Meditazione Vivente - Paolo Ricci (a cura di)
Il «Japjī» di Guru Nänak tradotto e commentato
Il Japjī è la principale composizione di guru Nānak (1469-1539), il fondatore del sikh dharma. È il poema di apertura del Guru Granth, il libro designato come undicesimo guru, che raccoglie gli inni di numerosi poeti-mistici del movimento della bhakti.
Il Japjī è un invito rivolto a tutti gli esseri umani a cercare la verità dentro se stessi, nella propria natura, nel dono straordinario della propria unicità, un invito a stabilire una relazione personale con il mistero dell’essere, libera da qualsiasi disposizione dogmatica e dalla necessità di aderire a qualche religione particolare.
Una via che abita nel mondo e riconosce l’umanità e la dignità di ogni essere, senza divisioni di sorta.
Questo volume presenta la traduzione e il commento integrale del testo, accompagnando il lettore attraverso la struttura poetica e simbolica del Japjī.
L’opera di Nānak si colloca in un orizzonte spirituale e culturale che attraversa l’India tra il XII e il XVII secolo: un mondo in cui mistici hindu, sufi e bhakta condividono il linguaggio dell’esperienza interiore, dell’ascolto e dell’unità.
Nei suoi versi, essenziali come formule e luminosi come mantra, si raccoglie il nucleo del messaggio sikh: la tensione dell’umano verso l’Uno (ek), principio e misura di tutte le cose.
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Il «Japjī» di Guru Nänak tradotto e commentato
Il Japjī è la principale composizione di guru Nānak (1469-1539), il fondatore del sikh dharma. È il poema di apertura del Guru Granth, il libro designato come undicesimo guru, che raccoglie gli inni di numerosi poeti-mistici del movimento della bhakti.
Il Japjī è un invito rivolto a tutti gli esseri umani a cercare la verità dentro se stessi, nella propria natura, nel dono straordinario della propria unicità, un invito a stabilire una relazione personale con il mistero dell’essere, libera da qualsiasi disposizione dogmatica e dalla necessità di aderire a qualche religione particolare.
Una via che abita nel mondo e riconosce l’umanità e la dignità di ogni essere, senza divisioni di sorta.
Questo volume presenta la traduzione e il commento integrale del testo, accompagnando il lettore attraverso la struttura poetica e simbolica del Japjī.
L’opera di Nānak si colloca in un orizzonte spirituale e culturale che attraversa l’India tra il XII e il XVII secolo: un mondo in cui mistici hindu, sufi e bhakta condividono il linguaggio dell’esperienza interiore, dell’ascolto e dell’unità.
Nei suoi versi, essenziali come formule e luminosi come mantra, si raccoglie il nucleo del messaggio sikh: la tensione dell’umano verso l’Uno (ek), principio e misura di tutte le cose.












